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Le manutenzioni preventive smettono di dipendere dalla memoria di qualcuno, i guasti smettono di sparire nel dimenticatoio. E a fine anno sai finalmente quale macchina ti è costata di più.
Ogni manutenzione periodica diventa un piano: cosa fare, su quale macchina, ogni quanti giorni e chi se ne occupa. La prossima scadenza non la scrivi tu — la calcola il programma dall'ultima volta che quella manutenzione è stata eseguita davvero.

Un solo pulsante fa scattare tutto: registra l'intervento nello storico e sposta in avanti la scadenza. Non esiste il modo di fare l'una senza l'altra.
"Manutenzione eseguita" crea l'intervento già chiuso e sposta la data dell'ultima esecuzione nello stesso momento: storico e scadenzario non possono raccontare due storie diverse.
La prossima scadenza si ricalcola dall'ultima esecuzione e dalla frequenza. Se una manutenzione slitta, slittano anche tutte quelle dopo: nessun elenco da correggere a mano.
Ogni intervento registrato — preventivo o guasto — alimenta i numeri su fermi macchina, ore di lavoro e costi. Non c'è un secondo posto dove riscrivere le stesse cose.

Accanto alle manutenzioni programmate c'è la vita vera dell'officina: il guasto delle sette di mattina, la perdita d'olio, l'allarme del controllo. Si apre l'intervento quando succede, lo si chiude quando è risolto — e nel mezzo resta "in corso", visibile a tutti.
È la distinzione che rende utili i numeri: un guasto risolto in due ore di lavoro può aver tenuto ferma la macchina un giorno intero, in attesa del ricambio. La scheda le tiene separate, e a fine anno la differenza si vede.


A ogni piano puoi allegare la distinta di quello che serve: olio, guarnizioni, filtri, cinghie. Ognuno con la spunta "già disponibile", così quello che manca lo vedi settimane prima, non la mattina dell'intervento.
Sull'intervento i ricambi diventano righe con quantità, prezzo unitario, fornitore e riferimento fattura. Il totale viene calcolato e proposto come costo materiali — ma se hai già scritto un importo a mano, non te lo tocca nessuno.


Manutentori interni e assistenze esterne nella stessa anagrafica, ognuno col suo costo orario. Scegliendo il tecnico su un intervento, la ditta esterna e il costo della manodopera si compilano da soli — restano proposte, le correggi quando la realtà è diversa.
Filtrabili per macchina e per periodo — tre mesi, un anno, due anni o tutto lo storico.

Le categorie che assegni agli interventi diventano una classifica: non "abbiamo avuto tanti guasti", ma quali guasti ti hanno fermato la produzione, quante ore e per quanti soldi. È da lì che si decide su cosa intervenire davvero.

Qui il modulo si progetta: piani, distinte ricambi, tecnici, costi, statistiche. In officina invece si lavora, e si lavora dal browser di un tablet: cosa è scaduto, cosa è aperto, "eseguita" con un tocco. Nessuna installazione sui dispositivi.
Il modulo manutenzione usa le stesse macchine con cui il sistema scambia i part-program: non c'è un secondo elenco da tenere allineato.
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Manuali del controllo, schemi elettrici e rapportini vivono nell'archivio documentale, agganciati alla macchina di riferimento. Vedi la gestione documentale →
La schermata si apre solo a chi è autorizzato e l'eliminazione richiede un permesso a parte; tutto resta nel registro eventi. Vedi permessi e audit →
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